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La musica è cambiata ?

Excursus sulla musica italiana

L’Italia è stata considerata (giustamente) per anni il paese del ” bel canto”.

Con questa espressione si voleva indicare  l’arte e la scienza della tecnica vocale, affermatosi nel tardo XVI secolo proprio nel nostro paese.

La musica italiana ha subito nel corso dei decenni una vera e propria evoluzione passando dalla musica leggera, influenzata dal melodramma e dalla musica napoletana, fino all’avvento negli anni 60 dei primi cantautori.

Gli anni 60 in Italia  furono sicuramente uno dei periodi in cui si cominciò a sentire più  fortemente l’influenza della musica americana, nascono infatti i primi complessi come i Giganti, i Dik Dik, l’Equipe 84, sull’onda del successo dei complessi beat inglesi e americani.

Negli anni 70 tornano alla ribalta i grandi cantautori che sostituiscono rapidamente i grandi complessi che esauriscono rapidamente la loro influenza. In questi anni la scena italiana è popolata da gente come Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Renato Zero, Roberto Vecchioni, Edoardo Bennato e tantissimi altri ,che hanno contribuito a rendere grande la musica italiana.

Negli anni 80 non si esaurisce la scia dei grandi cantautori ma le nuove leve, si aprono maggiormente al mercato internazionale cercando di imporsi all’attenzione del pubblico europeo.

E’ il caso di Gianna Nannini, Vasco Rossi e Zucchero che per primi arrivano a conquistare l’attenzione dei consumatori stranieri.

Il Rap in Italia

La situazione comincia a cambiare negli anni 90 con il trionfo della musica pop e con l’avvento sulla scena italiana di un nuovo genere musicale portato alla ribalta nel 1987 da Lorenzo Jovanotti con l’album  Jovanotti for President, caratterizzato da strofe rap cantate in lingua inglese.

Si può dire che Jovanotti fu uno dei primi a fare rap in Italia ed a farlo conoscere al grande pubblico ma senza mai avvicinarsi alla cultura hip hop. Successivamente gli venne riconosciuto un ruolo di “apripista” per l’hip hop in Italia, in realtà si può dire che Jovanotti fece sì che una forma di espressione già presente sul suolo italiano spesso in ben altra veste fosse conosciuta dal grande pubblico.

All’inizio degli anni novanta nascono i rapper delle “Posse”, termine inglese che significa “gruppo”, attivisti nel campo politico-sociale e di rivendicazione di diritti, che si servono della musica per esprimere le proprie opinioni e diffonderle.

Negli anni 90 il rap italiano subisce una vera e propria rivoluzione trasformandosi in qualcosa di molto più complesso rispetto ai primi esordi. Calcano la scena artisti come gli Articolo 31,  Sangue Misto, Neffa, Frankie hi-nrg mc.

Gli anni 2000

Sul finire del 1999 il gruppo milanese Sacre Scuole, composto da Jake La Furia, Gué Pequeno e Dargen D’Amico, pubblica l’album 3 MC’s al cubo.

All’inizio del nuovo millennio il rapper pugliese Caparezza raggiunge il successo con l’album Verità supposte. Nel 2001 i Sottotono partecipano al Festival di Sanremo per poi sciogliersi poco tempo dopo.

Dal 2010 dopo il successo del singolo Tranne te di Fabri Fibra si crea un vero e proprio fenomeno di rapper mainstream. Fanno il loro debutto nella musica rap italiana artisti come Fedez, Emis Killa, Clementino, Gemitaiz, MadMan, Vacca e Rocco Hunt. Allo stesso tempo nascono artisti che riescono a portare la loro musica ad alti livelli di vendita, esempi di questi artisti sono Salmo e Nitro.

La Trap

Durante il biennio 2015-2016, dopo il successo statunitense, approda in Italia un sottogenere del rap, la trap, che vede utilizzo di auto-tune e tematiche vicine a quelle del gangsta rap.

Questo genere musicale che piace tantissimo ai più giovani, è caratterizzata da testi cupi e minacciosi. I temi trattati in questo genere musicale sono sono la vita di strada tra criminalità e disagio, la povertà, la violenza, lo spaccio di sostanze stupefacenti, e le dure esperienze che l’artista ha affrontato nei dintorni della sua città.

La parola “trap” deriva da trap house, appartamenti abbandonati (solitamente nei sobborghi di Atlanta) dove gli spacciatori americani preparano e spacciano sostanze stupefacenti. Inoltre la parola trapping in slang significa “spacciare”. Questa musica è infatti molto legata ad ambienti e tematiche relative a vendita e dipendenza da droghe.

In Italia la musica trap arriva nel 2011, considerata ancora come “alternative rap”, con brani quali Il Ragazzo D’Oro di Gue Pequeno.

Nel 2014, comincia il boom del genere iniziato dagli album XDVR del rapper milanese Sfera Ebbasta, uscito nel giugno 2015 ma di cui i primi estratti risalgono a fine 2014.

Considerazioni

Perché questo articolo?

Perché in questi giorni mi stavo chiedendo come siamo arrivati a questo punto. Come mai la musica italiana considerata per anni “melodica” ha lasciato spazio ad esempio al genere trap. Ovviamente non è l’unico genere musicale che si ascolta nel nostro paese, ma essendo il genere più ascoltato attualmente dai giovani,  va assolutamente preso in considerazione.

Sappiamo benissimo che i giovani e la musica hanno sempre avuto, nel corso della storia, un rapporto privilegiato. Chi meglio di loro è in grado di riconoscere le novità, chi meglio di loro accoglie a braccia aperte il nuovo. E’ sempre stato così. Mi raccontava mia madre che negli anni 60 quando ascoltava su una radiolina la voce un po’ stridula di un giovanissimo Lucio Battisti, mio nonno abituato a Claudio Villa, definiva il cantante di Poggio Bustone a dir poco ridicolo.

Ma credo che rispetto ad oggi qualcosa di diverso ci sia, e non sto assolutamente parlando del genere musicale in se, ma dei contenuti che queste canzoni veicolano.

Lucio Battisti cantava “Una donna per amico” in cui spiegava che  l’eccitazione è sintomo d’amore al quale non sappiamo rinunciare e che le conseguenze spesso fan soffrire e a turno ci dobbiamo consolare e tu amica cara mi consoli, perché ci ritroviamo sempre soli.

Renato Zero nel 1978 se ne esce con “il triangolo”. Canzone assolutamente “scandalosa” in cui descrive in parole molto semplice un rapporto  a 3 ( due uomini e una donna) che inizialmente disdegna ma poi, sul finire della canzone,  definisce la geometria NON un reato.

Jovanotti nel 1992 canta “sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno, sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno e quando viene sera e tornerò da te, è andata come è andata la fortuna di incontrarti ancora”

Sfera Ebbasta nel 2015 canta “Hey troia! Vieni in camera con la tua amica porca. Quale? Quella dell’altra volta”

A questo punto lascio a voi le considerazioni.

 

Giuseppe Riggio

 

 

 

 

 

 

 

 

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